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FrammentiDiParanoia


Diario


21 febbraio 2008

Come quando si aprono i libri per preparare un esame

  

E' da un tot di tempo che sento di dover scrivere. Di dover raccontare. Ma manca sempre l'avvio. Quell'imput necessario per dare una fluidità al tutto..

ma fluida nelle mie cose non lo sono mai stata e trovo assolutamente controproducente, ma coinvolgente, iniziare con il “che”.

E così sia.

Che è passato l'ennesimo Valentino, un po' in sordina, un po' plateale. Con un cd in più ed un tiffany in meno. Ma poco importa. Quel cd è parte di noi, senza che noi lo sapessimo. Credo sia il mio disco per antonomasia. Quello dove ti trovi in ogni testo, o perlomeno, in una strofa per canzone.

Ed ogni volta fa un po' male. Male di miele, mi verrebbe da dire. E non posso fare a meno di sorridere pensando al Rampollo e alla vita che verrà..

perchè oggi fa' un po' meno paura concretizzare il futuro; perchè ora tutti i tasselli sembrano aver trovato la loro collocazione.

La mia vita come una partita a tetris.

Ho necessitato di molto tempo prima di capirne gli incastri perfetti, probabilmente più per testardaggine che per coscienza.

Lo stronzetto che cammina che scivola lontano come se non appartenesse al mio oggi. E rimpiangendo di avergli dedicato troppo spazio nel mio passato. Il darsi troppo a chi non mi voleva. Eccolo l'errore più grande. Quella sorta di “big mistake” della Imbruglia. Gli anni erano quelli. E lei era figa come non mai. Lui anche. Forse, addirittura oltre. Lo stronzetto che mi circuiva con le sue parole; che mi portava lassù, a tre metri sopra il cielo, prima ancora che Moccia diventasse famoso.

Le mie convinzioni sull'uomo perfetto. La mia noncuranza rispetto ad una situazione astrale disastrosa. Il mio cuore, sostanzialmente. La mia deficienza, principalmente.

Vali che passa sopra a tutto, ma Hikmet no. Hikmet non si tocca. Mentre lui è riuscito a sporcare anche quello.

E allora Vali raccoglie i cocci e si accorge che tra le dita le rimane solo polvere, che non è nemmeno più magica, un po' come quella di Cremonini ai tempi dei Lunapop, e guarda dritto, perchè voltarsi diventa solo una perdita di tempo. Vali che non è pronta a ritrovare quel viso dentro lo schermo, ma prima o poi accade e... ed è bello come il sole; e sarebbe sesso a trecentosessanta gradi; e sarebbe divertirsi, godere e urlare. Ma poi? Poi la sua faccia d'angelo stona con tutta la finzione che rappresenta. Le sue parole mi sono care adesso, a distanza di anni: “NON LASCIARTI SPORCARE”. No. Oggi ho capito. Fuggo dai privè, dai troni e dalle polveri magiche, che quella roba lì non mi appartiene, e nonostante tutto, spero ti possa essere estranea anche a te, ma so che sto mentendo. Ma devo farlo. Resto legata alla mia iconografia di mocciosa impertinente.


Sigarettina e “io vorrei restare con te anche se c'è un altro che ti ruba l'anima”.

Pre erasmus, erasmus, e post erasmus. Anche se pochissimo post. Giusto il tempo di tornare ai sei km di curve dalla vita, incontrarlo prima di vedere le mie amiche e sentire che non era ancora cambiato un nonnulla. Mannaggia! Mannaggia all'Innominabile e alle sue mise da footing, ai suoi abbinamenti azzardati e a quei capelli ingestibili.

Quel miscuglio di realtà e finzione, indifferenza e affetto, sguardi obliqui e sorrisi sinceri. Occhi annacquati dall'alcool e fumo che alza barriere. Le mie sigarette ed i suoi bicchieri.

L'innominabile che esiste con un suo nome e cognome. Che qui diventa altro, nonostante una parte reale, riconducibile al tizio dei sei km di curve dalla vita.

Il tizio che parte per il suo erasmus, quando ormai il mio è un ricordo in dissolvenza.

L'opposizione dell'apparire, rispetto allo stronzetto che cammina: questo ultimo appare meglio di quello che in realtà è, l'innominabile ha bisogno di essere osservato a lungo per accorgersi del contrario. Era questo pensiero stupido che mi spingeva a non fermarmi davanti all'evidenza. Nata sotto il segno della testardaggine, che ci posso fare? I discorsi stanno a zero, anche se erano le persone a me più care, a parlare.

Oggi ho la mia rivincita. Restandogli il più distante possibile. Scrive, e discretamente. Sensibilità spiccata, soprattutto per i più deboli. Educazione. Solitudine. Passione.

Era lui, già allora. Ma poco importa dimostrarlo oggi, al resto del mondo.

Mi basta un sorriso accennato. Un ciao sulla punta delle labbra.

Mi basterebbe fargli capire che lui è importante, sia come persona sia per me. Ma è troppo semplice essere travisati nelle mie condizioni.

Dopo dieci anni d'infatuazione, dove lui ti appariva come principe azzurro e la sua golf rappresentava il cavallo bianco, non è semplice decodificare un sorriso per quello che in realtà vuol essere, senza pensare “tanto lo so che pagheresti qualunque cifra per passare una notte con me”.

Che poi carino è carino, ma addirittura pagare no grazie.

Esiste una roba che si chiama dignità e soprattutto esiste una lista, dove primeggia Adam Brody, seguito da Adrien Brody (non sono parenti, ndr), Bennuccio (harper),...e bla bla bla.

Resta comunque una cosa di cui non amo parlare, ma c'è ed, al di là dei miei tentativi di circumnavigare il discorso, rimane qui. Vive nel mio quotidiano, dorme nel mio letto, mi presta la sua spalla per guardare i Cesaroni, e mi vizia di tutti quei vizi stupidi a cui non si da mai importanza. E mi parla di domani, di metropoli milanesi, di appartamenti (anche se io rispondo a suon di loft), mi parla di noi che fa rima con futuro.

E io..beh io sorrido, faccio la fighetta del cazzo, bevo bicchierini di estathè, e lo derido. Perchè è più facile così, perchè mi rende meno fragile.

Perchè dirgli che lo amo, che sì e sì e mille volte sì fa paura.

Perchè ho paura che tutta questa felicità svanisca nel momento in cui la nomino.

E allora Vali resta zitta zitta nel suo angolino

..ed è per questo che ti sto chiedendo di cercare sempre quelle cose vere che ci fanno stare bene mai, io non le perderei mai..




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17 ottobre 2007

che gioia sorridere di gioie d'altri.

 

Spio, come sempre, vite altrue.
Leggo, sfoglio e spulcio blog a me familiari di visi sbiaditi.
Nuove storie che nascono, dopo un'infinita incubazione.
..che quasi non ci speravi piu'. tu, spettatrice di chiacchiere autostradali e parole gettate qua' e la'.
Figuriamoci loro.. sarei curiosa di domandare, ma meglio leggere, in silenzio.
Mi vien da pensare che la perseveranza paga, e non è per nulla stupida.
Mi vien voglia di crederci ancora. che le favole esistono.
Mi vien voglia di scrivere una mail piena di disprezzo, solo per fargli capire quanto è ancora maledettamente importante.
Vorrei raccontarmi. Ma non posso. Ci sono dei doveri a cui non ci si può sottrarre.E allora taccio. O forse no.
Mi vien voglia di sei chilometri di curve dalla vita, che è tutta la mia vita, ora che non ci sono più.

Spio, come sempre, vite altrui.
Mentre tutto scorre.
E cerco un nascondiglio più sicuro, altrove.
(..e sorrido, pensando a voi due, nuovi eroini dell'amore. miei personalissimi)




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4 luglio 2007

e si torna più nostalgici che paranoici..(mah?)

 

Basta una ricerca sbagliata ed il signor google riapre quei cassettini dei ricordi che prendevano polvere da diverso tempo.
Ci vuole il ciddì giusto, quello adatto ad oggi, ma che abbracci anche quello che fu. Quello che era ieri, o forse l’altro.
Ditine che danzano sulle custodie. tamburellano qua e là. Avanzano per poi tornare al punto di partenza. Terrestre. Aggiudicato.
Subsonica che rivedrò live tra pochissimo (e già sono tutta un fremito, mon dieu!); subsonica che mi arrivarono dentro un pacco dall’italia, insieme al pesto della mamma, alle all star rosse, e alle lattine di estathè.
Decalogo di un’italiana media all’estero.

..Con un suono in testa che buca i pensieri..

guardo foto che sembrano appartenere ad un’altra era..quella vali non ero io.
Questa Vali è anche, e soprattutto, il frutto della precedente.
Questo sedere sodo (???) è frutto di tutte quelle salite, di tutto quel camminare, di tutte le scale.
Questa Vali è una “piccoli erasmus crescono” ma Coimbra resta lì, incastonata tra i ricordi più belli.
L’erasmus nato per scappare da un innominabile troppo nominato, da uno stronzetto che cammina, dall’apatia che genera la nullafacenza.
Mi manca il Portogallo e tutte le persone che ho guardato, le poche con cui ho mostrato uno spiraglio di me. Mi mancano i miei studi introspettivi e i pacchetti di sigarette a 2euro.
Mi manca (e mi mancherà sempre) a posteriori non sapermi godere l’attimo, che un secondo dopo è già troppo tardi.
Mettere “Abitudine” e piangere perché lui è rimasto a sei km di curve dalla vita e nemmeno sa più chi sono io. Tornare a casa e vederlo dopo poco, notare il suo stupore e provare un brivido. ..come fare a dirtelo che non ci sei più dentro me che siamo l’eco di parole intrappolate in fondo al cuore? Come fare a dirtelo che non ci sei più dentro gli occhi miei che siamo solo incomprensione e lacrime?..
Come per magia arriva il Rampollo che s’innamora di me e mi sembra la storia più sfigata del mondo, ma dopo due anni siamo ancora qua. E allora scopro che l’erasmus fa bene all’amore.
O più semplicemente che l’erasmus ha fatto bene a Valentina. Oggi un po’ più grande di allora, domani un po’ meno nostalgica di oggi.
..fuori è un mondo fragile, ma tutto qui cade incantevole..




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13 dicembre 2006

Shhhh..

..toc toc..




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10 agosto 2006

toccata e fuga in VALI minore

 

E dopo Torino con Fab (+ gli altri 4 strokes, pardon!); dopo Verona con Ben (e gli Innocent, ma vabbehh) e la V.; dopo tramonti e albe, sguardi e silenzi, sesso e piatti che volano,...Dopo giornate intense di vita pura, la Vali torna ai suoi 6km di curve dalla vita bersaniane e si divide tra lavoro, studio, amici e rampollo, riuscendo anche a superare la teoria dell'esame della patente!
(e la 2cv inizia a prendere forma..o forse sarà una smartina rosa?)

Dopo tante cose da dire si finisce col non dire nulla.

Si aspetta il vento del nord..
..e il cavallo bianco.






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19 giugno 2006

solo una mocciosa carica di ricordi caramellosi

E poi arrivano così, privi di connessioni logiche o dati tangibili.

Arrivano perchè la giornata di oggi è carica della stessa afa di tanto tempo fa. Quelle giornate che tutto il corpo diventa appiccicoso, le mani perennemente sudate, e i vestiti si attaccano alla pelle.

La notte con il suo silenzio che mi permette di contare le onde del mare e perdermi al di là dell'orizzonte, a sognare principi e cavalieri e lavori e futuri possibili. Il vibro del cellulare mi riporta alla realtà. Numero privato nel mio nokia sgarrupato. "il principe azzurro che mi vuole fare una sorpresa" penso, ed eccolo dall'altra parte del mio mondo: "Ti voglio vedere". Nemmeno si presenta, troppo pieno di sè per chiedere il permesso e ipotizzare che qualcuno possa non riconoscerlo.
La signorina che decide di fare l'impertinente ancora una volta. Di rischiare per l'ennesima volta di perderlo: "punto primo chi sei? punto secondo: potrei essere impegnata. punto terzo: l'erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re"
"signorina desiderei vederla, se mi è concesso. sono il piccolo principe e altro non desidero che incontrare la volpe"
Colpita e affondata.
"Non ho la macchina e non saprei proprio come venire da te, dal momento che sono già a letto" Signorina resisti, fai finta di non saperlo che lui ha suonato a pochi km da casa tua.
"sei disposta ad infilarti i jeans e la mia felpa e darmi le coordinate per poterti raggiungere?" scende dal piedistallo lo stronzetto,e questa è già la mia vittoria.
Quindici minuti dopo siamo assieme, dentro una casa che non appartiene nè a me nè a lui. L'appartamento che mia zia mi concede quando devo studiare. Libri e quaderni sparsi sul tavolo, candele alla vaniglia in procinto di morire, e odore di gelsomini che arriva dal prato esterno.
Lo vedo scendere le scale e il cuore accellera man mano che si avvicina.
Quando la porta d'ingresso si chiude dietro di noi ci sono i soliti secondi d'imbarazzo: mille domande e sguardi obliqui, ci si studia senza dare troppo nell'occhio.
"allora è questa la casetta della principessa sul pisello?" entra nelle stanze, apre il frigorifero per controllare se c'è l'estathè, esce nel giardino...nemmeno fosse a casa sua, cacchio! Lo seguo in silenzio, a qualche metro di distanza, annuendo di tanto in tanto.
Lo vedo mentre si sistema sul lettino bianco di plastica, noncurante del mio pareo, e poi mi
fissa.
"ti è piaciuto stasera?" la prima domanda che mi fa.
"Non saprei..avevo altro da fare" riesco a tenere il suo sguardo un nanosecondo e poi metto a fuoco le mie all star panna.
"Altro da fare o paura?"
Cazzo lo odio. Si avevo paura. una fottuta paura di vederti diverso da quello che conosco io. Paura di doverti dividere con persone che potrebbero solo pulirmi le suole delle scarpe.
"paura??? No, direi che non c'è alcun motivo per cui tu possa farmi paura o intimorirmi"
Entro in casa a prendere il mio thè e un apribottiglia per la sua bud. Quando esco lui mi fa segno di andarmi a sedere lì, sul lettino vicino a lui, ed allora si che inizio ad avere realmente paura.
Eccoci a pochi centimetri, ecco le sue dita che prendono le mie mentre i discorsi si susseguono senza mai sfiorare quello che realmente vogliamo sapere.
"Perchè sei qui? Perchè ogni tanto appari nella mia vita e sconvolgi tutto il mio mondo e poi magari sparisci per altri sei mesi e non c'è possibilità di trovarti?" Ora lo guardo negli occhi e gli sto offrendo tutta la mia vita sul classico piatto d'argento, sprovveduta come solo una ragazzina innamorata può esserlo.
"Perchè devi sempre rovinare tutto con le tue domande, con il tuo avere tutto sotto controllo? è una notte bellissima, stiamo bene...goditela"
"che magari è l'ultima, neh? Con me non funziona così...dimmi perchè sei qui. voglio solo questo"
"perchè...perchè mi sei entrata dentro, perchè sarebbe bello averti sempre accanto, perchè con te non fingo, perchè tu hai conosciuto me e non l'altro"
La signorina con gli occhi gonfi e un filo di voce "ecco perchè non sono mai venuta a vederti"
"l'ho sempre saputo, ma era più facile credere il contrario. ogni volta che arrivava un tuo segno, lo cancellavo, perchè mi faceva male. ogni volta che canto una canzone ho te davanti perchè.."
no ti prego, non ti fermare, continua a parlare che nessuno ha mai scritto una canzone per me, ed io lo sapevo che quella era per me. Continui messaggi in codice che si rincorrono.
"L'ho scritta l'ultima volta che ci siamo sentiti. quando è finito tutto con il tuo solito "fottiti"e il mio buona vita".

Infiniti ricordi che ancora salgono e saliranno, e non si scorda. Perchè ci sono favole e favole che si vivono nel corso della vita. Sono una donna indubbiamente fortunata...ho il potere di crederci, di sognare, di conoscere principi, d'innamorarmi in ogni dove e di conservare tutti gli abbracci e tutti gli odori.
Ho la fortuna di saper amare. senza remore.




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24 maggio 2006

Se ti dico arena di verona???

tu mi guardi con aria perplessa, mentre dalla mia fendi universitaria estraggo due biglietti azzurri/blu.
Codesti biglietti ti svolazzano sotto il naso...e come per miracolo sei riuscita a conquistare due posti tra le poltrone, quando ormai avevi perso le speranze.
Bennuccio mi attende.
...waiting on an angel...


(e una testolina bacata si domanda se ci sarà anche una mente eternamente adolescente nascosta in una tribuna vip, ad assistere all'Evento. Ma è solo una testolina bacata, non io!)




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17 maggio 2006

la vita non è un film cantava qualcuno...(e neppure un libro per bambini)

 

Arrivi a ventitre anni senza scendere a compromessi. Ignorando il significato del termine "compromesso" in ambito sentimentale..con i sentimenti non ci sono i compromessi: funziona in un unico (ed universale) modo: il cuore batte o non batte. PUNTO.
L'hai sempre sentito, tu, il tuo cuore e, anche quando ti sembrava di non sentirci bene, ti fermavi e ascoltavi.. ... .. ... Lui arrivava sempre a darti conferma.
Sempre cenerella a volte viziata, altre masochista, ma il bum-bum arrivava sempre a farmi sorridere-gioire-godere-piangere-urlare...
Mi ricordo di una principessa stretta nell'abbraccio del suo cavaliere;
di una mocciosa in motorino sempre in due;
di due tastiere legate dentro e isolate in quel silenzio;
di mani nelle mani notturne e occhi che si rincorrono;
di ricordi, sostanzialmente.
Mentre il presente è qui e sembra scivolarmi tra le dita. o forse sono io che faccio di tutto per far sì che scappi via lontano, già nella sfera dei ricordi.
L'ennesimo nome al di fuori di una scatola di latta con dentro lettere, biglietti, regali,... con dentro un principino che ora non lo è.
Le cose non vanno bene, o la mia testa non va bene. Fatto sta che il cuore non batte, che fare l'amore forse non è neppure più fare sesso, che i poli opposti devono restare opposti, che io non sono disposta a perderlo, ma non sono nemmeno disposta a scendere a compromessi. Che io non sono tagliata per i compromessi. Io sono la vali. Quella del principe azzurro, della mulino bianco, della pasta fatta in casa, delle serate magiche, dei sogni all'alba, delle lacrime facili, del sesso non programmato, della magia che si legge sui libri e non trovi in una relazione stabile e duratura.
Io non sono felice.
Io non mi sento amata anche se so che lui mi ama.
Io non mi sento mai abbastanza per lui, anche se so di essere il meglio che potesse capitargli.
Io spesso piango, come adesso, perchè pretendo di più e perchè non voglio farlo stare male.
Io vorrei essere ancora a rincorrere un innominabile, perchè così mi facevo male solo io, ma sognavo e non mi scontravo con la vita di tutti i giorni.
Sarebbe bello che una sera notasse una maglia, o una gonna, o un taglio di capelli. Sarebbe bello sentire un complimento...uno solo. ogni tanto.
Sarebbe bello, almeno una volta, ricevere per regalo, un qualcosa che piaccia a te e non solo ed eslusivamente a lui.
Sarebbe bello non essere messa sempre e comunque dopo sua madre.
Sarebbe bello essere ascoltate, senza sparare sempre a zero sul mio mondo.
Sarebbe bello uscire di casa senza avere l'ansia da esame.
Sarebbe...ma non è.
Semplicemente.
Eppure il cuore ogni tanto batte, non come dovrebbe, ma lo fa.
Nella testa c'è solo lui...nessun innominabile, nessun stronzetto che cammina, nessuna favola passata insomma.
Ma la mia nuova favola?
Io cerco questo:

Se fuori piove a me
mi piace stare a letto con te
considerare ebè
che la mattina sei più bella di me
sento le gocce del lavandino
sento la voce del mio vicino
buongiorno amore
fai colazione dormito bene come stai
non ti nascondo che
io sono fragile
ma non mi arrendo e
ti sorprendo...
Fare castelli in aria e sognare
lasciami fare lasciami
disegnare la mia vita insieme a te
che nonè facile in una stanza
non preoccuparti stringimi
quante cose quante cose ti darei...
Chiedi quello che vuoi
di giorno... di notte
Se vuoi restare se vuoi
la mia casa sembra fatta per noi
ti vuoi vestire di là
c'è qualcosa che magari ti va
ti piace il cielo
ti piace il pane
mi piaci tutta e mi fai impazzire
la timidezza, la tua maglietta
e quel sorriso che mi fai
rimani qui così
tra i fiori e gli alberi
che adesso non li vedi ma li avrai...
Fare castelli in aria e sognare
lasciami fare lasciami
disegnare la mia vita insieme a te
che no è facile i una stanza
non preoccuparti stringimi
quante cose quante cose ti darei...
Chiedi quello che vuoi
di giorno di notte,
chiedi quello che vuoi
di giorno di notte, di giorno di notte...
Vorrei sentire quello che senti
vorrei seguire i tuoi movimenti
disegnare la mia vita insieme a te
che no è facile in una stanza
non preoccuparti stringimi
quante cose quante cose ti farei...
Chiedi quello che vuoi
di giorno di notte,
chiedi quello che vuoi
di giorno di notte, di giorno di notte

Che lui nemmeno lo sa di chi è questa canzone; che lui non l'ascolterebbe mai. Mentre io l'ho ritrovata stasera e non riesco a fermare le lacrime. Che io sono una mucciniana e non ne capisco un cazzo di cinema, e poco di musica, e ben harper è una zecca (e poco importa se è stato il concerto più importante della mia vita). Che comunque io vorrei lui per tutta la vita, ma non lo si può cambiare...e allora Valina?
Allora si deve crescere e scegliere: proviamo a vivere la vita vera o scappiamo ancora una volta sopra un albero e leggiamo l'ennesima favola di una principessina sfigata?

...e io che non desidero altro che trasformare la mia vita vera in una favola..




permalink | inviato da il 17/5/2006 alle 23:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa


15 maggio 2006

A volte ritornano...

...baciano, salutano e fuggono altrove.
Indaffaratissime come solo le cenerelle possono esserlo.
Sono viva (e già non è poco).
Sono serena (e c'è chi grida al miracolo).
Sono in transizione (e nessuno appare stupito).
Troppi cambiamenti nell'aria..e gli occhi si fanno pesanti.
v.


tu come stai?




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31 marzo 2006

hai soffiato sulle candeline e..

..ed è già un altro giorno.
domani è già aprile..ma sono palle se dico "non fa più male se spari".
qualcosa rimane, solo per me.
è qui.
In fondo al più bello dei mari che noi non navigammo.
v.




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